Multiculturalità a palazzo Cutò
Diverse le iniziative culturali



Multiculturalità a palazzo Cutò Un sabato pomeriggio all'insegna dell'arte e della multiculturalità quello che si è svolto sabato 22 settembre, a palazzo Aragona Cutò, sede che si contraddistingue come luogo di molteplici eventi culturali. Due le iniziative: la suggestiva mostra pittorica "I colori del Sud" dell'artista francese Martine Rebiffé Lo Cicero e la presentazione del volume "Fascino e seduzione nelle Mille e una notte" di Dalila Puma. Ci scuseranno le protagoniste se uniamo in un unico articolo i due eventi, ma lo facciamo per un fatto specifico. Entrambe le manifestazioni erano legate da un comune denominatore che ci spinge a parlarne mischiandone le sensazioni: la multiculturalità, l'integrazione, la compresenza di culture diverse che si esprimono attraverso l'arte. L'arte della pittura quella della dolce Martine, e l'arte della parola scritta quella della sensuale Dalila. Due artiste che sebbene non accomunate dalla stessa passione artistica, lo sono invece per i temi che trattano attraverso i loro lavori. La mostra Tanto delicata e dolce appare Martine Rebiffé Lo Cicero tanto invece è forte il suo stile, decisa la sua pennellata, accecante il suo colore. Ad inaugurare la mostra alla presenza della pittrice francese il sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, il vice-presidente della IV commissione Nino Amato, ed il consulente Arrigo Musti, cui si è aggiunta l'assessore alla Cultura Vittoria Casa, "reduce" da un altro evento culturale in città. Tra il pubblico anche gli assessori Nino Mineo e Gianfranco Licciardi ed il consigliere Gino Castronovo. "La mostra di Martine è un omaggio alla nostra città ha detto il sindaco Sciortino, e rivolgendosi ai molti artisti locali accorsi per l'inaugurazione dice "non abbiate paura di esprimere attraverso la vostra arte ciò che avete dentro, lasciatevi guidare dal cuore, perché l'artista dipinge per gli altri e comunica la propria anima". Arrigo Musti, consulente comunale per le arti ci offre una disanima colta dell'arte della Lo Cicero che non si piega ad un artefatto manierismo ma, usando le tradizioni popolari, ci racconta luoghi e sensazioni lontane e vicine. "Quando ci si avvicina all'arte vera il politico ha un timore reverenziale, e allora io mi sono preparato" esordisce il consigliere Amato che ci racconta l'esperienza dell'artista, la sua storia, la sua arte. L'esposizione, una raccolta delle sue ultime pitture, olii su tela, realizzati tra il 2001 ed il 2007, la Lo Cicero, che è nata a Pavillons-sous-Bois, offre uno spaccato esauriente e suggestivo delle diverse esperienze della sua vita, del suo percorso formativo; l'artista sarà ispirata dalla sua terra di Provenza ma anche dall'Africa, il Senegal (dove visse parte della sua prima giovinezza) e dall'India dove Martine si reca per la sua ricerca artistica, sino ad approdare alla nostra terra, per amore di un uomo siciliano, innamorata poi anche dei colori della Sicilia riportati su tela. "I colori accecanti, gravidi di calda passionalità ed incontenibile vitalità sono il filo della sua espressione creativa, ciò che determina l'identità intrinseca ed autentica del suo linguaggio espressivo" racconta Amato. La presentazione del Volume. E dal fascino multi-etnico delle donne africane dipinte da Martine si passa alla seduzione di Shaharazàd, forse una leggendaria regina dell'antichissima tradizione iranica, nota come la narratrice de "Le Mille e una notte". Eroina ripresa poi da tanti noti autori da Antoine Hamilton a Théophile Gautier sino a Edgar Allan Poe che la considerò come l'eterno femminino. Dalila Puma studiosa siciliana di cultura arabo islamica, analizza i racconti contenuti nella celebre opera letteraria "Alf laila wa laila" Le mille e una notte" che viene considerata il più famoso classico della letteratura orientale. Frutto del lavoro per la sua tesi di laurea in Scienza della Formazione, il volume si impone all'attenzione del lettore per l'intreccio di spunti descritti con eleganza raccontando la seduzione femminile, non solo quella fisica ma anche quella che deriva dalla grazia e dall'intelligenza. La presentazione a palazzo Cutò ha voluto, per quanto possibile, ricreare l'atmosfera di un harem, di un hammam, tra luci soffuse, candele profumate, modelle e teatranti hanno indossato gli abiti arabeggianti realizzati da Antonella Benvegna, pittrice siciliana che, con le sue creazioni, ha fatto da cornice alla presentazione del volume. Anche ella nelle sue opere, inclusi i dipinti realizzati sulle stoffe degli abiti, esprime contrasti e contraddizioni di civiltà e popoli diversi. Arrigo Musti ci ha immersi nelle atmosfere delle Mille e una notte, evidenziandone il fascino seduttivo della protagonista. La presentazione del volume è stata arricchita da un recital teatrale curato da Tiziana Balava, che ha intepretato "Una disputa sostenuta da una dottoressa sui rispettivi meriti dei giovinetti e delle belle ragazze" un brano tratto da "Le mille e una notte" ; tra gli interpreti Cristina Agnello, Davide Tarantino e Davide Puma, accompagnati dalle note musicali della pianista Francesca Giunta e dal violinista Giuseppe Zaami. "Se si può parlare di integrazione, farlo attraverso l'arte è ancor più semplice perché l'arte è un linguaggio universale" così il sindaco Sciortino che si è detto felice di accogliere Dalila Puma e Antonella Benvegna nell'artisticamente ricco contesto di palazzo Cutò. Anche Vittoria Casa nella sua veste di assessore alla Cultura ma soprattutto delle Pari Opportunità loda il lavoro di Dalila e Antonella, "raccontando un'epoca in cui la donna era oggetto di sottomissione al potere maschile, le due autrici hanno saputo evidenziare la seduzione, la sensualità e dunque il potere femminile riscattando la donna e affrancandola da un ruolo marginale. M.M.

Ufficio Stampa Bagheria
24/09/2007




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